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Per le donne ciociare i pochi momenti di riscatto sociale o di momentanea fuga dalla pesantezza della vita quotidiana erano quelli in cui intraprendevano il mestiere di modelle; ma anche molti conterranei si prestarono a posare per pittori e scultori italiani e stranieri, sia nelle terre d’origine, che a Roma e, in casi particolari, anche a Parigi e Londra.
Modelle e modelli potevano essere scoperti ed ingaggiati dagli artisti in occasione delle loro ricognizioni nelle aree pittoresche delle Valli del Liri e dell’Aniene o sui rilievi appenninici, oppure contattati a Roma, preferibilmente nell’area di Piazza di Spagna, Via Margutta, Piazza Montanara, Piazza del Popolo, Campo de’ Fiori e Piazza Farnese, dove stazionavano vendendo ai passanti soprattutto fiori (violette, spigo, ciclamini), o prodotti dei campi o dei pascoli.

La Ciociara. Incisione di A. Centenari di un dipinto di A. Zona (†1892).
I centri di provenienza più importanti erano: Anticoli Corrado, Cervara, Civita d’Antino, Olevano Romano, Saracinesco, ma anche Alvito, Anagni, Campoli Appennino, Cervaro, Gallinaro, Picinisco, Sambuci e Subiaco.
Giunti a Roma, anche su consiglio di conoscenti, dimoravano di solito nel Rione Monti, o nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore o della Fontana di Trevi.
Modelli, soprattutto per i pittori e disegnatori francesi furono i briganti e le loro donne, ripresi nei luoghi d’origine, o, nel caso di queste ultime, anche a Roma.
Qui erano state deportate nelle carceri pontificie di Castel Sant’Angelo e poi trasferite in una casa di lavoro all’interno delle Terme di Diocleziano.

Vecchio della Campagna Romana con al collo un abitino della Madonna del Divino Amore.
Cartolina del [post 1905]
A Civita d’Antino, Olevano ed Anticoli si insediarono colonie numerose di artisti italiani e stranieri, attratti oltre che dalla bellezza e dai costumi degli abitanti, anche dalla natura dei luoghi straordinariamente selvaggia e, per molti decenni, esse si integrarono con la popolazione locale, prendendo in affitto come studi professionali stalle e soffitte.
Modelle famose furono: Filomena, detta Nena, di Anticoli, che posò per Costa, Faruffini, Maccari e Tiratelli; Grazia, Graziuccia, di Anticoli, modella di Fortuny; Ersilietta di Anticoli, che lavorò per i fratelli Ferraresi, Gallegos e Tapirò; Luisetta di Campoli Appennino, che posò per Amato, Barbudo, Coromaldi ed Innocenti.
Donne ciociare furono immortalate anche da grandi artisti: Corot, Degas, Picasso, Rodin (Gerarda Apruzzese) e Van Gogh (Agostina Segatori).

Lucia Lice (1914). Da: F. Fabiani, H.C.Andersen. La vita l’arte il sogno, [Roma 2003].
Nudo femminile danzante incoronato da un putto(1913),gesso di H.C. Andersen, ispirato dalla Lice.
A Roma Lucia Lice fu modella dello scultore norvegese Andersen, che la adottò, lasciandole in usufrutto la sua eredità.
Mariuccia Joli, una fanciulla alvitana dai caratteri armoniosi, fu invece mirabilmente ritratta dal pittore tedesco Riedel.
Vittorina Proietti, in arte Vittoria Lepanto, nativa di Saracinesco dopo una esperienza da modella, intraprese, anche grazie al rapporto sentimentale con Edoardo Scarfoglio, una brillante carriera di attrice teatrale e, soprattutto, cinematografica.
Tra i modelli emerge la figura di Filippo Cugini di Anticoli, detto Arlecchino, per il suo rigido marionettistico modo di articolare le estremità, modello preferito di Mariano Fortuny, celebre pittore spagnolo, che lo volle con sè a Parigi, elevandolo a suo segretario; lavorò anche con Cammarano. Cesidio Pignatelli di Gallinaro posò a Parigi nello studio dello scultore Rodin per le famose opere L’homme qui marche e Il bacio.
A Via Margutta numerosi furono gli Studi di artisti che ospitarono modelli e modelle ciociare fino agli anni Trenta del ‘900; i più importanti erano quelli di proprietà Barucci, Dovizielli, Patrizi, Rasinelli e Tancredi.

Modelli in posa nello studio di un pittore di ambiente romano.
Fotografie di autore non identificato (primi del ‘900).
Non va dimenticata poi l’Accademia di Gigi, fondata da Luigi Talarici, ex modello di Anticoli Corrado, che seppe astutamente coniugare l’arte con il desiderio di molti romani e stranieri di apprendere gli erudimenti pittorici e plastici, osservando dal vivo pittori e modelli.
La collaborazione dei modelli ciociari fu importante anche nella vita del Circolo Artistico, che ebbe per soci, fra gli altri, Onorato Carlandi, Ettore Ferrari, Antonio Muñoz, Cesare Pascarella, Pio Piacentini, Ercole Rosa ed Attilio Simonetti.
La presenza di numerosissimi modelli ciociari accanto agli artisti è attestata anche nei veglioni e nelle sfilate organizzate in occasione del Carnevale lungo Via del Corso, nelle manifestazioni annue a Cervara (località sulla via Prenestina non lontana da Tor de’ Schiavi) e nelle famose riproposizioni delle feste Palilie, organizzate da Ettore Ferrari, Pio Piacentini e Ettore Ximenes.