Sei qui: HOME > Museo > Presentazione Presidente D. Giovannone

La realizzazione del Museo in Arce e la pubblicazione di un ricco ed articolato volume dedicati alla Gente di Ciociaria costituiscono ulteriori tasselli dell’intenso e convinto lavoro che la XV Comunità Montana Valle del Liri da alcuni anni a questa parte sta sviluppando per indagare e valorizzare il pregevole territorio comunitario, caratterizzato da una storia complessa ed affascinante con forti richiami alle vicende europee (la Ciociaria, ad es., fu teatro delle imprese di Federico II e dell’attività; speculativa di San Tommaso d’Aquino); al contempo è; ricco di paesaggi suggestivi, frutto di una millenaria interazione tra uomo e natura, e di una miriade di personaggi illustri, spesso di fama internazionale; è;, infine, anche produttore di specialità; enogastronomiche di elevata qualità; che lo rendono interessante meta di viaggi non più; occasionali, ma condotti per tematismi (siti e musei archeologici, civiltà; delle rocche e dei castelli medioevali, architetture monastiche, santuari e luoghi di culto, agglomerati agro-pastorali, ecc.).
Il Museo ed il volume ad esso dedicato, per la prima volta, contribuiscono a delineare i tratti essenziali della cultura della gente ciociara negli ultimi secoli e fino al secondo dopoguerra e a dimostrare come le nostre popolazioni non vissero mai in maniera isolata rispetto alle grandi direttrici culturali e commerciali, essendo da secoli attratte da due grandi poli della vita italiana, quali Roma e Napoli.
In particolare, l’approvvigionamento alimentare ed il benessere economico dell'Urbe in parte dipendevano dal razionale e continuo sfruttamento dei rurali (monelli o guitti) provenienti dall’attuale Provincia di Frosinone.
Nelle intenzioni dell’Ente montano che rappresento, il Museo nel futuro dovrà ulteriormente essere incrementato con i moderni sistemi multimediali attraverso la raccolta, la catalogazione, lo studio, la musealizzazione e la diffusione di documenti orali, sonori e materiali d’epoca, che arricchiranno e completeranno il quadro di per sè; già; significativo, fin qui delineato, sì da far entrare di diritto anche i nativi del Lazio meridionale nel complesso panorama demoetnoantropologico dell’uomo europeo.

Il Presidente della Comunità Montana Prof. Dino Giovannone
Le modalità; seguite nella ricerca da Ugo Iannazzi ed Eugenio Maria Beranger sono quelle della individuazione e della lettura critica di una cospicua messe di documenti archivistici, di fonti bibliografiche, di un sorprendente numero di elementi iconografici e dei dati provenienti dall’esame della cultura materiale prodotta da quella gente che indossava le “cioce”.
Con tale documentazione si è; inteso scoprire, documentare e divulgare, nella maniera più; semplice possibile, ma nello stesso tempo completa e facilmente verificabile, le varie tecniche lavorative e le espressioni di vitalità; e lotta per la sopravvivenza delle classi subalterne, particolarmente deboli e, quindi, per natura sottomesse, le cui tracce materiali, al di là; di qualche spunto neoromantico, non avevano finora trovato sul piano scientifico un numero adeguato di ricercatori e studiosi.
La pubblicazione Gente di Ciociaria, dal netto taglio scientifico, è;, nel contempo, un volume dalla forte valenza didattica (consultabile anche in determinati livelli scolastici) ed un libro d’arte (per la ricchezza di illustrazioni, alcune delle quali inedite e, comunque, ignote a molti addetti ai lavori), da leggere lentamente per gustare le tante sorprese nascoste nel testo, nelle citazioni, nelle note e nel ricco repertorio visivo.
Vi sono esaminati con particolare cura i sentimenti, le credenze, le aspirazioni, le grida di dolore e le gioie di una popolazione finora quasi sempre osservata da personaggi esterni alla sua cultura e, quindi, condizionati più; dalle forme esteriori dell’abbigliamento e dei canti, che non dai problemi sociali ed esistenziali degli individui. Significativo è anche il numero delle testimonianze orali raccolte attraverso pazienti e lunghe interviste; esse rientrano di diritto nel nostro comune patrimonio di storia e di tradizioni e un po’ ci esortano a migliorare la capacità; di ascoltare le vicende dei nostri conterranei e a non essere attratti, dal punto di vista storico e demoantropologico, solo dagli usi e costumi degli antichi Egizi, dall’epopea degli indiani d’America, dalle tradizioni celtiche, promosse e presentate in televisione o nella stampa.
Grazie a questo libro ci sentiamo un po’ meno orfani della nostra Storia, più consapevoli di valori identitari e stimolati ad approfondire e rielaborarne i temi da un punto di vista storico, letterario, teatrale ecc., si da ribaltare le frequenti banalizzazioni e gli stereotipi sui rurali e sui pastori ciociari, spesso ancora oggi rappresentati in modo grottesco, rozzo, sgradevole e banale.
Siamo veramente soddisfatti di aver concretizzato l’idea di un Museo della nostra Gente e speriamo che possa essere d’ausilio a noi tutti, ma soprattutto alle giovani generazioni; infatti, solo continuando ad indagare sulle nostre radici, potremo migliorare la loro educazione e formazione, ma, soprattutto, perfezionare il rapporto con il territorio e, quindi, governare con più efficacia in quanto, prendendo a prestito una frase di Alexander Solgenitzin, Non c’è futuro senza memoria.
Un ringraziamento particolare desideriamo, infine, rivolgere agli Autori e a tutti i tecnici per la competenza e la professionalità dimostrata nella realizzazione di queste nostre iniziative.
Il Presidente della Comunità; Montana
Prof. Dino Giovannone