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Il volume raccoglie un’indagine particolareggiata sulla Gente di Ciociarìa, a cui nel 2002 è stato dedicato ad Arce un Museo, istituito dalla XV Comunitá Montana Valle del Liri, sotto gli auspici della Regione Lazio e dell’Unione Europea, per colmare nell’area la mancanza di una struttura a vocazione demoetnoantropologica.
L’allestimento del Museo ha puntato molto sui documenti grafici, fondamentalmente stampe e dipinti realizzati tra il XVIII ed il XX sec., e tale scelta è dovuta al fatto che durante il percorso dell’esposizione la complessa struttura narrativa dei vari tematismi può essere assimilata facilmente e velocemente mediante materiali visivi anche da un visitatore non specialista.
Utilizzando oltre trecento immagini si è creata una comunicazione sequenziale in cui vi è illustrazione (immagini) e temporalitá (ritmo e narrazione).
E' una maniera di dare informazioni concatenate, un po’ come nei fumetti, ma creando anche un forte impatto emotivo per la bellezza e la sorpresa delle immagini d’epoca.
Il volume riprende alcuni dei filoni tematici del Museo, ma non ne è il catalogo: ha costituito invece l’occasione per affrontare nuovi aspetti di ricerca sulle condizioni di vita, sui valori, sulle vicende storiche e sociali vissute dalla gente ciociara all’interno dei territori ed ambienti di nascita, di migrazione e di lavoro nel periodo che va all’incirca dal 1750 al 1950.

Ciociaretto (monello/mondello della Campagna Romana). Litografia di Emile Lassalle (post 1854).
Per noi autori è stato lo stimolo a percorrere un nuovo “Viaggio in Ciociarìa”, nel suo territorio storico, oggi molto cambiato, per raccogliere attestazioni del passato, racconti, fatti, immagini d’epoca, per metterle a confronto con materiali più recenti, raccolti presso gli ultimi testimoni, contadini, pastori, boscaioli, il cui patrimonio di conoscenze e di ricordi si è rivelato molto prezioso.
Questo “Viaggio” nel tempo ha avuto due fasi: l’una trentennale, lenta, di curiosità, in cui per diletto personale si ricercavano materiali riguardanti la vita dei ciociari e li si raccoglievano senza un indirizzo definito e senza un metodo rigoroso; l’altra molto ristretta (appena 6 mesi) in cui è stato necessario sviluppare una ricerca vera (impegnativa, sistematica, indispensabile a strutturare la logica delle linee di sviluppo dei tematismi, colmandone le ampie lacune) e a scrivere tutti i testi.
Altri 6 mesi, poi, sono stati necessari per risolvere sia i numerosi problemi tecnici (selezione e scannerizzazione immagini, impaginazione, trasferimento dati nei sistemi tipografici, compilazione note e didascalie, correzione bozze, ecc.), sia per fare qualche incontro di revisione presso i testimoni.
In tempi così limitati è stata comunque raccolta una grande quantità di nuovi dati, pari forse all’80% del totale, e raggiunto un traguardo, quello che la lettura di questo testo mostrerà a tutti: la grande fatica è stata sopportabile, perché, trattando una materia appassionante, è stata sentita lieve e perché per acquisire i tanti materiali mancanti, siamo stati facilitati dalla conoscenza di moltissime “piste”, a noi familiari da anni, da seguire sul territorio come negli archivi.
Nella scelta degli argomenti e nella loro stesura testuale i vari fenomeni sono stati osservati avendo un po’ a modello l’occhio e la penna di Cesare Pascarella, l’occhio e la matita di A.J. Baptiste Thomas, l’occhio e la mente di Ettore Guatelli.
In Italia per quanto ci risulta, oltre quello di Arce, esistono altri 9 Musei dedicati specificatamente ad una o più popolazioni.
Tre di essi documentano gli Usi e Costumi della Gente di Montagna (Pamparato - CN); della Gente di Romagna (Sant’Arcangelo di Romagna - RN) e della Gente Trentina (S. Michele all’Adige - TN).
Altri sei Musei riguardano: la Gente rurale (Pieve Torina - MC); le Genti alpine (Pragelato - TO); le Genti d’Abruzzo (Pescara - PE); le Genti dell’Etna (Giarre - CT); le Genti delle Valli di Lanzo (Ceres - TO) e le Genti di Montagna (Palazzuolo sul Senio - FI).
Alcuni di essi costituiscono strutture di spicco nel panorama dell’antropologia museale italiana, per i rari e preziosi materiali legati alla civiltà contadina ed ai vecchi mestieri.
Nel Museo di Arce, invece, è stato perseguito un diverso criterio: non la raccolta e l’esposizione di oggetti e reperti concreti del vissuto popolare, perché ritenuti necessari ma non sufficienti, in quanto ci parlano solo indirettamente della gente; in questo caso si è preferito cercare altre “cose” più dirette, definibili beni “immateriali”, perché visivi, testuali, sonori, testimoniali, descrittivi ecc., che mettono al centro dell’attenzione gli uomini e le donne della Ciociaria, come personaggi dotati di un pensiero, di una intenzionalità, interpreti della loro storia, talvolta sopraffatti da condizioni di vita e di sfruttamento molto pesanti, ma che hanno trovato nel carattere e nella sfida la capacitá per non soccombere.
Il Museo ha avuto un avvio travagliato perché colpito, prima dell’apertura, da uno scellerato quanto anonimo episodio di vandalismo.
Fu inaugurato, successivamente, in forma provvisoria, il 20 novembre 2004 ed in quell’occasione il Presidente della XV Comunitá Montana prof. Dino Giovannone dichiarò: “Questi inqualificabili danneggiamenti, prodotti prima dell’apertura ufficiale della struttura, mi fanno levare un grido di sdegno, di amarezza e di sofferenza, ma non fermeranno i nostri progetti...
Inauguriamo il Museo, ma lasceremo, per il momento, visibili al pubblico queste gravi “ferite” e in stretta collaborazione con illustri studiosi evidenzieremo l’importanza della nostra iniziativa e tutti gli sforzi che abbiamo fatto per raggiungere l’obiettivo di delineare i tratti sostanziali della cultura ciociara”.
I visitatori di questo sito ed i lettori del libro, che potranno scoprirvi in esso anche nei piccoli meandri una miniera di curiosità e di sorprese, se si riconosceranno contigui ai profili delle persone delineate in questo volume o mostreranno sensibilità verso le storie della gente di Ciociaria, sono chiamati a battersi per far vivere questo Museo e a vigilare, sì che non si ripeta qualche nuovo indesiderato atto teppistico con offesa ed insulto ai racconti e alle memorie, che il Museo ed il libro in modo partecipe documenta.
Gli autori
Ugo Iannazzi - Eugenio M. Beranger.

Mariuccia Jolli, modella di Alvito.
Riproduzione su maiolica di autore non identificato di un dipinto del 1858 di A. H. Riedel.
INDICE DEL VOLUME
1 - La civiltà agro-pastorale ed il Museo della Gente di Ciociaria. Inquadramento metodologico
1. Il tramonto della civiltà silvo-agro-pastorale.
2. Finalità e tematismi del Museo e della pubblicazione.
3. Le motivazioni della ricerca.
4. Il Museo, luogo di incontro ed elemento di partecipazione identitaria.
5. Un Museo dei beni materiali... o dei beni immateriali?
6. Musei complementari.
7. Il danneggiamento del Museo.
8. La realtà agro-silvo-pastorale della Ciociaria storica.
9. La vergogna di essere poveri, disfarsi degli stracci.
10. Leggere la realtà oltre i modelli della cultura “alta”.
2 - Concetto territoriale di Ciociaria
1. Premessa.
2. Le cioce.
3. Il concetto di Ciociaria nel Settecento.
4. Il concetto di Ciociaria nell’Ottocento.
5. Il concetto di Ciociaria nel Novecento, prima della nascita della Provincia di Frosinone.
6. Il concetto di Ciociaria dopo il 1927.
7. Quadro di raffronto delle diverse ipotesi. 8. Considerazioni conclusive.
3 - La Ciociaria nelle pagine di poeti e scrittori
1. Premessa.
2. Riccardo Gulia.
3. Libero De Libero.
4. Curzio Malaparte.
5. Corrado Alvaro.
6. Anton Giulio Bragaglia.
7. Pier Paolo Pasolini.
8. Luigi Alonzi.
9. Fulvio Cocuzzo.
10. Le Valli della Ciociaria.
11. La Valle del Liri.
12. La Valle di Comino.
13. La Valle del Sacco.
4 - Gente di Ciociaria
1. I ciociari, gente che suscita apprezzamento e solidarietà, o disprezzo e rifiuto.
2. Definizioni elogiative.
3. Definizioni dispregiative.
4. La povertà.
5. Lo sfruttamento dei contadini in due esempi di concessioni di terreno a livello.
6. L’arroganza del potere padronale.
7. Svillaneggiare i villani.
8. Il lascito morale di un contadino.
9. Gli ultimi ciociari: tipi e caratteri.
10. Vergognarsi dell’antica miseria.
11. I ciociari nella contrapposizione delle classi sociali.
12. Conclusioni.
5 - Le abitazioni
1. Premessa.
2. Condizioni abitative nei paesi di origine.
3. La precarietà delle case povere.
4. Le abitazioni in campagna.
5. La cucina e le sue dotazioni.
6. La camera da letto.
7. L’acqua e l’igiene.
8. Gli annessi rurali: aie, cisterne, fienili, pozzi e stalle.
9. Le abitazioni di paese.
10. Le abitazioni dei guitti.
11. Le abitazioni dei pastori.
6 - Abitudini alimentari
1. Premessa.
2. I pasti.
3. Il pane.
4. Pizze, focacce e panicelle.
5. La polenta.
6. Legumi ed ortaggi.
7. Minestre e paste.
8. Carni.
9. La caccia.
10. La pesca.
11. I formaggi.
12. Frutta fresca e secca.
13. Altri cibi.
15. L’acqua.
16. Ghiaccio e neve.
17. Il vino.
18. I liquori.
19. I dolci.
7 - Migrazione nell’Agro Romano e Pontino, emigrazione all’estero
1. Premessa.
2. I guitti.
3. Provenienze e destinazioni.
4. Latifondi e latifondisti.
5. I lavori nelle tenute.
6. I caporali.
7. Gli abusi dei caporali e le pene previste.
8. Le migrazioni dalla Ciociaria.
9. Non si accoglie il diverso: dal rifiuto alla ghettizzazione.
10. Piazza Montanara, l’Ellis Island dei ciociari.
11. I personaggi ed il mondo di Piazza Montanara.
13. Pifferai, zampognari, ursanti ed artisti di piazza.
14. Da guitti a imprenditori agricoli.
15. Le transumanze dagli Appennini al Tirreno.
16. Le transumanze nelle pagine dei poeti.
17. Inizia l’esodo verso terre lontane.
18. L’infame tratta dei minori verso la Francia.
19. La grande emigrazione verso l’estero.
20. Il risparmio degli emigrati rientra in Italia.
21. Chi trova la fortuna e chi no.
22. Broccostella, un esempio di decremento demografico.
23. Disavventura di un mietitore stagionale di Pescosolido.
24. Pescosolido: un parroco moralista contro una prostituta immigrata.
25. Disavventure di emigranti. 26. L’emigrante muore, la moglie se la gode.
8 - La morte
1. Premessa.
2. Morire bambini.
3. Le compagnie della morte nell’Agro Romano.
4. Raccogliere i morti nella campagna.
5. La morte nelle Paludi Pontine.
6. Niente soldi, niente chinino!
7. Morire per l’arrogante stupidità di un nobile.
8. Morire di disgrazia.
9. Morire per fatica e povertà.
10. Morire per risse.
11. Morire in guerra.
12. La guerra, fiume di sangue.
13. Morire credendo nell’ideale.
14. Morire di terremoto.
15. Ballata del terremoto.
16. Esorcizzare il terremoto.
17. La disperazione di una vedova.
18. Seppellire i morti di guerra.
20. Scherzare con la morte.
21. Sulla tomba dell’Usignolo della Ciociaria il nido di un usignolo.
9 - Santuari, pellegrinaggi, espressioni di culto
1. Premessa.
2. Pellegrinaggi ed ex voto.
3. Tabella dei principali pellegrinaggi dei ciociari.
4. Santuari, miti di fondazione, protezioni, storie di pellegrinaggi.
5. I pellegrini nell’arco di un secolo.
6. Un pellegrinaggio alla Ss.ma Trinità, Vallepietra.
7. Un pellegrinaggio a “Santo Dominico de Sora”.
8. Un pellegrinaggio alla Madonna del Divino Amore, Roma.
9. Un pellegrinaggio a San Cesidio a Trasacco.
10. Un pellegrinaggio con concessione di grazia.
11. Un pellegrinaggio a Loreto.
12. Roma, l’attrazione dei Giubilei e delle grandi cerimonie di culto.
13. Religiosità ed empietà dei ciociari.
14. “Dare del tu alla Divinità”.
15. Preghiere. 16. Credenti e scettici.
10 - Credenze popolari
1. Premessa.
2. Le credenze in versi.
3. Credenze ad Arce.
4. Credenze nell’Agro Romano.
5. Credenze a Roma.
11 - Le balie ciociare
1. Il mondo delle balie.
2. Lando Franchi de’ Cavalieri, il fotografo delle balie.
3. Le balie di Veroli nell’indagine di Angelo Maramao.
4. Le balie di Alatri. 5. Intervista a Francesco Di Castro, nipote di mannerina. 6. I trovatelli del Santo Spirito.
7. Intervista a Mario Palpito, ex costruttore di carri, baliato ed adottato ad Alatri.
12 - Modelle e modelli ciociari
1. Premessa.
2. Via Margutta, la strada degli artisti e dei modelli.
3. Modelle e modelli.
4. Le modelle raccontate da Arnaldo Ferraguti.
5. Provenienza delle modelle e dei modelli.
6. L’arte cinematografica ed i ciociari.
7. I centri di provenienza dei modelli.
8. Modelle e modelli nei racconti di Cesare Pascarella.
9. Modelli in posa, modelli in fotografia.