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Ugo Iannazzi, architetto, esploratore di storie dell’uomo
Nasce ad Arpino nel 1944 in una famiglia contadina e grazie ai sacrifici dei genitori Albino e Leonilde e del nonno Francesco, che emigra nel 1909 per quasi 20 anni negli Stati Uniti, vi lavora prima come minatore e poi come operaio nell’elettrificazione dei territori interni ed al ritorno acquista un fondo agricolo sufficiente a far vivere la famiglia - può frequentare gli studi umanistici presso il locale Liceo “Tulliano” e all’età di diciotto anni trasferirsi a Roma, dove, grazie a borse di studio, si laurea a pieni voti in Architettura, presso l’Università “La Sapienza”.
Rimane poi a Roma, dove per un ventennio svolge attività didattica nella scuola secondaria ed insieme attività professionale in vari campi tra cui l’architettura civile, il restauro di monumenti, la progettazione di musei e la valutazione di impatto ambientale, disciplina in cui già negli anni Ottanta pubblica le prime esperienze per l’Italia di studio e di lavoro professionale, relative ad importanti opere pubbliche.
Nel 1994-1996 insieme a Silvio de Majo realizza in Arpino (FR) il Museo di Archeologia industriale dedicato all’Arte della Lana, un’interessante struttura, alquanto sacrificata negli spazi, che meriterebbe un allestimento rinnovato per accogliere ulteriori inediti materiali di ricerca.
In Arpino nei primi anni Novanta si impegna nel progetto e nella ricerca per un Museo della Liuteria, che concretizza con l’acquisizione pubblica, grazie anche alla disponibilità di Giannino Cerrone, dei macchinari, degli strumenti musicali e dei documenti della storica Bottega liutaia Embergher-Cerrone, ma non culmina con la realizzazione del progettato allestimento per l’alienazione da parte del Comune a privati dell’edificio destinato al Museo.
Anche per il Museo della Liuteria il materiale già acquisito dovrebbe e potrebbe essere potenziato con nuova documentazione personalmente raccolta e studiata. Sempre per lo stesso Comune elabora un progetto allestitivo anche per il Museo delle Arti Tipografiche della famiglia Fraioli, rimasto anch’esso sulla carta.
Effettua, poi, studi per la realizzazione nella città di Frosinone di un Museo di Archeologia Industriale sull’Energia Dolce, dedicato agli opifici sul Fiume Cosa e del Museo dell’Acheronte, relativo ai cambiamenti biologici ed ambientali avvenuti sul territorio. Redige ricerche sul patrimonio storico-artistico-archeologico, sul paesaggio, sulla visualità e progetti per parchi fluviali.
Nei primi anni Novanta, affascinato dalla forte personalità di Ettore Guatelli, appassionato ricercatore di oggetti e storie dell’uomo ed innovatore nel campo dei musei, va ad incontrarlo ad Ozzano Taro e stringe con lui un’intensa amicizia, che gli è stata di stimolo per un impegno nelle indagini su temi antropologici, campo in cui si ritiene un umile ma tenace testimone d’area.
Nel 2002, insieme ad Eugenio M. Beranger, crea ad Arce il Museo “Gente di Ciociaria”, primo gradino di una ricerca complessa e sperimentale, che per ricchezza di aspetti è ancora meritevole di ulteriori approfondimenti.

Eugenio Maria Beranger, archeologo, storico, ricercatore.
Eugenio Maria Beranger nato a Roma nel 1952, si laurea con il massimo dei voti in Epigrafia ed Antichità latine presso l’Università di Roma “La Sapienza” per frequentare poi a Pisa la Scuola di Perfezionamento per Archeologi classici. Dal 1974 effettua ricerche di preferenza a Sud di Roma ed in Abruzzo, ma si è interessato anche del Piceno e della Maremma Grossetana.
Pubblica numerosi studi di carattere storico-archivistico-archeologico prediligendo, di recente, temi connessi al sisma della Marsica, alla devozione mariana, al dramma delle popolazioni del Cassinate nella seconda guerra mondiale e allo studio dei catasti pre-unitari ed unitari.
Nell’Alta e Media Valle del Liri ha partecipato alla creazione di Musei e Biblioteche Civiche (Atina, Civitella Roveto e Sora), nonché all’organizzazione di Convegni di Studio quali, ad esempio, nel 1988 sulle Mura in opera poligonale (Alatri) e nel 2000 sui catasti e cabrei dei territori a confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie (Civitella Roveto).
Da anni collabora con importanti Istituti culturali quali: l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Archivio di Stato di Latina, la Biblioteca Statale annessa al Monumento Nazionale di Casamari, il Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca” (di cui è stato vice presidente e, per un breve periodo, anche presidente), il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Institutum Romanum Finlandiae, l’Istituto Archeologico Germanico, l’Istituto per l’Enciclopedia Italiana, l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, il Museo Nazionale d’Arte Orientale, la Pontificia Università Lateranense, la RAI, la Soprintendenza Archeologica del Lazio ed il Touring Club Italiano.
E' presidente onorario dell’Associazione Culturale Antares di Piedimonte S. Germano, vicepresidente del Comitato provinciale di Frosinone dell’Istituto di Storia del Risorgimento, vice direttore de Il Cronista, nonché membro delle redazioni di Civiltà Aurunca e di Lazio ieri e oggi. Ha scritto oltre 250 contributi di carattere scientifico e divulgativo, la maggior parte dei quali, nell’ambito della Provincia di Frosinone, si distingue per la novità dei temi trattati. Molti di essi sono apparsi su: Annali di Geofisica, Antiqua, Archeo, Archeologia Viva, Benedictina, Epigraphica, Lunario Romano, Picus, Rendiconti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Rivista Cistercense, Rivista di Archeologia Cristiana, Rivista Storica del Lazio, Storia della Città e Studi Etruschi.
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